VEGLIA DI NATALE

1. Riti di introduzione

La chiesa è semibuia. Quando l’assemblea è radunata inizia la processione, accompagnata dal canto d’ingresso.

CANTO
SONO QUI A LODARTI
Luce del mondo nel buio del cuore,
vieni ed illuminami.
Tu, mia sola speranza di vita,
resta per sempre con me.

Sono qui a lodarti, qui per adorarti,
qui per dirti che tu sei il mio Dio.
E solo tu sei Santo, sei meraviglioso,
degno e glorioso sei per me.

Re della storia e Re della gloria,
sei sceso in terra fra noi.
Con umiltà il tuo trono hai lasciato
per dimostrarci il tuo amor.

Sono qui a lodarti, qui per adorarti,
qui per dirti che tu sei il mio Dio.
E solo tu sei Santo, sei meraviglioso,
degno e glorioso sei per me.

SEGNO DI CROCE
Nel nome del Padre e del Figlio
e dello Spirito Santo.
Amen.

SALUTO DEL PRESIDENTE
Il Dio dell’alleanza e delle promesse,
che nel suo Figlio ci ha visitati
come sole che sorge dall’alto,
per la potenza dello Spirito Santo
sia con tutti voi.
E con il tuo spirito.

MONIZIONE DEL PRESIDENTE
Fratelli e sorelle, in questa santa notte di Natale siamo chiamati a vegliare per celebrare la venuta del nostro Redentore, che dà senso alla nostra vita e pienezza alla nostra storia. Rivivremo l’attesa di Israele e, insieme al popolo dell’antica alleanza, invocheremo l’Altissimo, affinché si degni di abitare ancora in mezzo a noi.

ORAZIONE
Preghiamo.
O Padre, che ci allieti ogni anno
con l’attesa della nostra redenzione,
concedi che possiamo
guardare senza timore,
quando verrà come giudice,
il tuo unigenito Figlio
che accogliamo in festa come redentore.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.

2. Proclamazione delle Profezie

MONIZIONE DELLA GUIDA
Nello scorrere ininterrotto dei secoli e delle stagioni si snoda la nostra storia. Storia di famiglie, storia di una comunità, storia di un popolo. Storia fatta di sogni e di attese, storia fatta di fatiche e di lotte. Storia fatta di progetti e di illusioni, storia fatta di conquiste e di sconfitte.
In questa avventura non siamo soli: Dio è sceso e ne è diventato parte, perché questa storia non è nostra, ma è sua. I suoi sogni e i suoi progetti diventano i nostri; la nostre attese e le nostre fatiche diventano le sue. Le nostre strade e le sue si incontrano e convergono verso l’unico grande progetto della storia di Dio e dell’uomo: l’evento di un incontro tra noi e Lui in un ineffabile mistero di comunione perfetta. Nella nostra storia la sua presenza, nei nostri progetti i suoi sogni, nelle nostre tenebre la luce della sua parola.
Al popolo immerso nelle tenebre dell’errore Dio rivela la sua luce, mentre sulle sue strade, forti, riecheggiano le parole dei profeti, quali piccole fiammelle che anticipano e promettono la luce vera che illumina ogni uomo, Cristo Signore.

Due lettori, alternandosi, proclamano le profezie. A ogni profezia si colloca un cero acceso ai piedi dell’altare.
L’assemblea, quando indicato, risponde alle profezie con il ritornello.

PROFEZIE
Lettore 1:
Per un breve istante ti ho abbandonata, ma ti raccoglierò con immenso amore. In un impeto di collera ti ho nascosto per un poco il mio volto; ma con affetto perenne ho avuto pietà di te, dice il tuo redentore, il Signore. [Is 54,7-8]

Lettore 2:
«Consolate, consolate il mio popolo — dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è compiuta, la sua colpa è scontata, perché ha ricevuto dalla mano del Signore il doppio per tutti i suoi peccati». [Is 40,1-2]

Coro e assemblea, in canto:
Vieni, Signore Gesù,
il mondo ha bisogno di te. [2 volte]

Lettore 1:
Una voce grida: «Nel deserto preparate la via al Signore, spianate nella steppa la strada per il nostro Dio. Ogni valle sia innalzata, ogni monte e ogni colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in vallata». [Is 40,3-4]

Lettore 2:
Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore. Il lupo dimorerà insieme con l’agnello; il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un piccolo fanciullo li guiderà. [Is 11,1.2a.6]

Coro e assemblea, in canto:
Vieni, Signore Gesù,
il mondo ha bisogno di te. [2 volte]

Lettore 1:
La mucca e l’orsa pascoleranno insieme; i loro piccoli si sdraieranno insieme. Il leone si ciberà di paglia, come il bue. Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera; il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso. [Is 11,7-8]

Lettore 2:
In quel giorno avverrà che la radice di Iesse sarà un vessillo per i popoli. Le nazioni la cercheranno con ansia. La sua dimora sarà gloriosa. In quel giorno avverrà che il Signore stenderà di nuovo la sua mano per riscattare il resto del suo popolo. [Is 11,10-11a]

Coro e assemblea, in canto:
Vieni, Signore Gesù,
il mondo ha bisogno di te. [2 volte]

Lettore 1:
E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse. Questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza, poiché la mano del Signore si poserà su questo monte». [Is 25,9-10a]

Lettore 2:
In quel giorno si canterà questo canto nella terra di Giuda: «Abbiamo una città forte; mura e bastioni egli ha posto a salvezza. Aprite le porte: entri una nazione giusta, che si mantiene fedele. La sua volontà è salda; tu le assicurerai la pace, pace perché in te confida. [Is 26,1-3]

Coro e assemblea, in canto:
Vieni, Signore Gesù,
il mondo ha bisogno di te. [2 volte]

Lettore 1:
Udranno in quel giorno i sordi le parole del libro; liberàti dall’oscurità e dalle tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno. Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore, i più poveri gioiranno nel Santo d’Israele. [Is 29,18-19]

Lettore 2:
Popolo di Sion, che abiti a Gerusalemme, tu non dovrai più piangere. A un tuo grido di supplica ti farà grazia; appena udrà, ti darà risposta. Anche se il Signore ti darà il pane dell’afflizione e l’acqua della tribolazione, non si terrà più nascosto il tuo maestro. [Is 30,19-20a]

Coro e assemblea, in canto:
Vieni, Signore Gesù,
il mondo ha bisogno di te. [2 volte]

Lettore 1:
Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa. Come fiore di narciso fiorisca; sì, canti con gioia e con giubilo. Le è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron. Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio. [Is 35,1-2]

Lettore 2:
Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti. Dite agli smarriti di cuore: «Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi». [Is 35,3-4]

Coro e assemblea, in canto:
Vieni, Signore Gesù,
il mondo ha bisogno di te. [2 volte]

Lettore 1:
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa. [Is 35,5-6]

Lettore 2:
Ci sarà un sentiero e una strada e la chiameranno via santa. Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in Sion con giubilo; felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto. [Is 35,8a.10]

Coro e assemblea, in canto:
Vieni, Signore Gesù,
il mondo ha bisogno di te. [2 volte]

Lettore 1:
Sali su un alto monte, tu che annunci liete notizie a Sion! Alza la tua voce con forza, tu che annunci liete notizie a Gerusalemme. Alza la voce, non temere; annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio! Ecco, il Signore Dio viene con potenza, il suo braccio esercita il dominio. Ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede. [Is 40,9-10]

Lettore 2:
Non temere, vermiciattolo di Giacobbe, larva d’Israele; io vengo in tuo aiuto — oracolo del Signore —, tuo redentore è il Santo d’Israele. Ecco, ti rendo come una trebbia acuminata, nuova, munita di molte punte; tu trebbierai i monti e li stritolerai, ridurrai i colli in pula. [Is 41,14-15]

Coro e assemblea, in canto:
Vieni, Signore Gesù,
il mondo ha bisogno di te. [2 volte]

Lettore 1:
Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; e l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate, eccolo venire, dice il Signore degli eserciti. [Ml 3,1]

Lettore 2:
Siederà per fondere e purificare l’argento; purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un’offerta secondo giustizia. [Ml 3,3]

Coro e assemblea, in canto:
Vieni, Signore Gesù,
il mondo ha bisogno di te. [2 volte]

Lettore 1:
Rallégrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele, esulta e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! Il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tuo nemico. [Sof 3,14-15a]

Lettore 2:
Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. [Is 7,14]

Coro e assemblea, in canto:
Vieni, Signore Gesù,
il mondo ha bisogno di te. [2 volte]

3. Invocazione

MONIZIONE DELLA GUIDA
Nel corso dei tempi i profeti hanno annunciato la venuta del Messia, la liberazione del popolo, il rinnovamento della storia. Nella pienezza del tempo Dio stesso viene a realizzare le promesse antiche con la sua venuta tra gli uomini. Le profezie convergono verso il compimento. Ecco, sta per essere cancellata la colpa dalla terra e regnerà su noi il Salvatore del mondo.
Facendo nostra l’attesa del popolo errante nelle tenebre, mentre — nel confluire delle antiche luci verso lo splendore eterno del Figlio di Dio — intravediamo la nostra salvezza ormai vicina, cantiamo con fede.

Durante il canto, i ceri accesi sono prelevati dai piedi dell’altare e collocati lungo la navata della chiesa.

CANTO
CANTO DEI POVERI DI JAHVE’
O cieli, piovete dall’alto!
O nubi, mandateci il Santo!
O terra, apriti, o terra,
e germina il Salvator.

Siamo il deserto, siamo l’arsura:
maranathà, maranathà!
Siamo il vento, nessuno ci ode:
maranathà, maranathà!

Siamo le tenebre, nessuno ci guida:
maranathà, maranathà!
Siam le catene, nessuno ci scioglie:
maranathà, maranathà!

Siamo il freddo, nessuno ci copre:
maranathà, maranathà!
Siamo la fame, nessuno ci nutre:
maranathà, maranathà!

Siamo le lacrime, nessuno ci asciuga:
maranathà, maranathà!
Siamo il dolore, nessuno ci guarda:
maranathà, maranathà!

4. Rievocazione del Natale

MONIZIONE DELLA GUIDA
Il tempo è compiuto, il regno di Dio è vicino, anzi è presente. Il Battista, ultimo dei profeti, prepara la strada al Signore che viene. La sua profezia non è più attesa, ma presenza.
Egli lo vede, esulta grandemente e proclama: «Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene uno che era prima di me. Questi è il Figlio di Dio. Ora questa mia gioia è piena: egli deve crescere e io, invece, diminuire».
Il tempo è compiuto. Il Figlio di Dio è venuto nella nostra storia, uomo tra gli uomini.
Accogliamo l’annuncio del suo Natale.

Tutti si mettono in piedi per accogliere l’annuncio della nascita del Salvatore.

KALENDA
25 dicembre. Luna settima. Trascorsi molti secoli da quando Dio aveva creato il mondo e aveva fatto l’uomo a sua immagine; e molti secoli da quando era cessato il diluvio e l’Altissimo aveva fatto risplendere l’arcobaleno, segno di alleanza e di pace; ventun secoli dopo la nascita di Abramo, nostro Padre; tredici secoli dopo l’uscita d’Israele dall’Egitto sotto la guida di Mosè; circa mille anni dopo l’unzione di Davide quale re d’Israele; nella sessantacinquesima settimana della profezia di Daniele; all’epoca della centonovantaquattresima Olimpiade; nell’anno 752 dalla fondazione di Roma; nel quarantaduesimo anno dell’impero di Cesare Ottaviano Augusto, mentre su tutta la terra regnava la pace, nella sesta età del mondo, Gesù Cristo, Dio eterno e Figlio dell’eterno Padre, volendo santificare il mondo con la sua piissima venuta, essendo stato concepito per opera dello Spirito Santo, trascorsi nove mesi, nasce in Betlemme di Giuda dalla Vergine Maria, Dio fatto uomo. È il Natale di nostro Signore Gesù Cristo secondo la natura umana.

ACCOGLIENZA DEL BAMBINO GESÙ

Si accendono alcune luci della chiesa ed entrano Giuseppe e Maria, portando il Bambino Gesù, accompagnati da angeli e pastori.

CANTO
TU SCENDI DALLE STELLE
Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo.
O Bambino mio divino,
io ti vedo qui a tremar. O Dio beato!
Ahi, quanto ti costò l’avermi amato!

A te, che sei del mondo il Creatore,
mancano panni e fuoco, o mio Signore.
Caro eletto pargoletto,
quanto questa povertà più m’innamora,
giacché ti fece amor povero ancora.

Tu lasci il bel gioire del divin seno,
per venire a penar su questo fieno.
Dolce amore del mio cuore,
dove amore ti trasportò? O Gesù mio,
per ché tanto patir? Per amor mio!

ANNUNCIO DEL NATALE
Vi annunzio una grande gioia: oggi è nato, carne dalla nostra carne, il Signore nostro Gesù Cristo. Annunziatelo anche voi a tutto il mondo: un Virgulto è germogliato dalla radice di Iesse, una stella è sorta da Giacobbe; è nato il Principe della pace, il cui regno non avrà fine.
Oggi da Maria, Vergine e Madre, è nato nel tempo Cristo Gesù, per condurci all’eterno fulgore del Padre: Dio si è fatto uomo, perché l’uomo divenga Dio.
Oggi è sorto il giorno luminoso della nuova redenzione, giorno dell’attesa antica, giorno della felicità eterna.
Oggi nel cielo gioiscono gli angeli, trema negli inferi il nemico del genere umano, sulla terra si rialza l’uomo caduto, lieto per la speranza della salvezza.
O Gesù, Salvatore divino, la Chiesa ti saluta festante. Ti adora come il Figlio di Dio, ti ama come il figlio di Maria, ti ascolta come l’unico Maestro, ti invoca come il Sommo Sacerdote, ti segue come il Buon Pastore, ti attende come il Re dell’universo.
Gloria a te, Dio con noi!

Il coro e l’assemblea cantano il Gloria, mentre si accendono tutte le luci della chiesa, e poi la Messa procede come di consueto a partire dall’orazione Colletta.

5. Canti per la Messa

CANTO DI OFFERTORIO
IL MIRACOLO DEL PANE
Ecco quel che abbiamo:
nulla ci appartiene ormai.
Ecco i frutti della terra che tu moltiplicherai.
Ecco queste mani: puoi usarle, se lo vuoi,
per dividere nel mondo il pane
che tu hai dato a noi.

Solo una goccia hai messo fra le mani mie,
solo una goccia che tu ora chiedi a me,
una goccia che in mano a te
una pioggia diventerà e la terra feconderà.

Sulle strade il vento
da lontano porterà
il profumo del frumento che tutti avvolgerà.
E sarà l’amore che il raccolto spartirà
e il miracolo del pane in terra si ripeterà.

CANTO DI COMUNIONE
ASTRO DEL CIEL
Astro del ciel, Pargol divin,
mite Agnello Redentor!
Tu che i Vati da lungi sognar,
tu che angeliche voci nunziar,
luce dona alle genti,
pace infondi nei cuor!

Astro del ciel, Pargol divin,
mite Agnello Redentor!
Tu di stirpe regale decor,
tu virgineo, mistico fior,
luce dona alle genti,
pace infondi nei cuor!

Astro del ciel, Pargol divin,
mite Agnello Redentor!
Tu disceso a scontare l’error,
tu sol nato a parlare d’amor,
luce dona alle genti,
pace infondi nei cuor!

CANTO FINALE
CANTI TRADIZIONALI
A voi, pastori, che state a dormire,
a voi, pastori, che state a dormire,
venite a vedere ch’è nato Gesù,
venite a vedere ch’è nato Gesù.

Gesù volle nascere in una mangiatoia,
Gesù volle nascere in una mangiatoia,
di paglia e di fieno il suo letto fu,
di paglia e di fieno il suo letto fu.

Cugliemu rosi e pampini
e sciuri di gersuminu
pi fari a stu Bamminu
’u litticeddu ccà.

Mentri sirenu e placitu,
mentri ca dormi e pensa,
la so buntà dispensa
ca semu figli so.

Aceddi, vui zittitivi,
o venti un vi smuviti,
o grannulli un caditi,
ca dormi lu gran Re.

’Nta ’na gruttidda c’è natu lu suli,
pampina d’oru e nucidda d’amuri.
’Nta ’na gruttidda c’è natu lu ventu,
pampina d’oru e nucidda d’argentu.
’Nta ’na gruttidda c’è natu Gesù,
ca di lu chiantu accurdari un si po.

O Virginedda v’accordalu tu,
facci la naca nni stu cori to.
La naca è fatta pi ghiri a vovò:
Bamminu Gesù nun chiangiri cchiù,
nun chiangiri cchiù Bamminu Gesù.

Dormi, dormi, bel sereno,
amor mio non piangere più.
Dormi, dormi, bel sereno,
amor mio non piangere più.

CANTO DAVANTI LA CAPANNA
NUVENA DI NATAL
Di gran tempu s’aspittava
di lu munnu lu ristoru
e la terra lu chiamava:
«Manna prestu lu tisoru!».

’Nni un tempu friddulusu
ittau Cesari u’ bannu
e li poviri e li signuri
tutti a scriviri si vannu.

Susi pasturi, nun dormiri chiù,
vidi ch’è natu, vidi ch’è natu,
susi pasturi, nun dormiri chiù,
vidi ch’è natu u Bamminu Gesù.

Quannu Cesari tirannu
ittà u bannu priculusu
San Giuseppi si truvava
’nni la chiazza rispittusu.

San Giuseppi era cunfusu
pi purtarisi a Maria
e lu tempu era friddusu,
ci scuraiu ’n mezzu a via.

Susi pasturi, nun dormiri chiù,
vidi ch’è natu, vidi ch’è natu,
susi pasturi, nun dormiri chiù,
vidi ch’è natu u Bamminu Gesù.

E Maria ’ncinta era,
caminari nun putìa,
San Giuseppi ci dicìa:
«Arriposati, Maria».

San Giuseppi si partiu
ne’ so amici e ne’ parenti:
«Alluggiatimi a Maria,
ca pi mia nun vogliu nenti».

Susi pasturi, nun dormiri chiù,
vidi ch’è natu, vidi ch’è natu,
susi pasturi, nun dormiri chiù,
vidi ch’è natu u Bamminu Gesù.

C’è na casa senza tettu
ca di tutti è abbannunata,
si ci alloggia San Giuseppi
cu Maria a ’Mmaculata.

Parturì sta gran Signura
’nni na povira mangiatura,
’n mezzu u vò e u sciccareddu
nascì Gesù Bammineddu.

Susi pasturi, nun dormiri chiù,
vidi ch’è natu, vidi ch’è natu,
susi pasturi, nun dormiri chiù,
vidi ch’è natu u Bamminu Gesù.

O chi luci risplendenti,
o chi cantu celestiali,
o chi notti di delizia
è la notti di Natali.

Si parteru tri rignanti,
tutti tri addifirenti
e cu ’a stidda ’n cumpagnia
ianu circannu a lu Missia.

Susi pasturi, nun dormiri chiù,
vidi ch’è natu, vidi ch’è natu,
susi pasturi, nun dormiri chiù,
vidi ch’è natu u Bamminu Gesù.